• Sestiere Dorsoduro, 2613 - 30123 Venezia
  • 9 May - 22 November 2026

Chi siamo

Il Padiglione Nazionale della Repubblica di Sierra Leone alla Biennale di Venezia 2026 segna la prima storica partecipazione del Paese a questo evento internazionale, presentando il progetto “Mondi Presenti”. La mostra invita a un’esperienza immersiva e riflessiva, ponendo al centro il dialogo tra le diverse culture dell’Africa occidentale, l’arte contemporanea e la scena artistica internazionale. Attraverso questo progetto, la Repubblica di Sierra Leone apre uno spazio di ascolto e riflessione, ponendo la propria pratica artistica al servizio della cooperazione, della memoria e della sostenibilità sociale.

Il padiglione riunisce non solo artisti della Repubblica di Sierra Leone, ma anche artisti provenienti dagli Stati membri dell’ECOWAS (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale) e artisti internazionali selezionati per la loro affinità con i temi della cura, della resilienza e dell’etica nell’arte. L’obiettivo è creare un dialogo fluido e continuo tra diverse tradizioni culturali e artistiche, evidenziando la ricchezza delle lingue africane e la capacità dell’arte di generare significato e trasformazione sociale.

Lo spazio espositivo, ospitato nel suggestivo chiostro del Liceo Artistico Statale Michelangelo Guggenheim, è concepito come un ambiente immersivo e interattivo, in cui i confini tra opere e artisti si dissolvono. L’approccio curatoriale di Sandro Orlandi Stagl e Willy Montini valorizza la profondità e la qualità del dialogo tra le opere, evitando l’accumulo e promuovendo un’esperienza di fruizione intensa e riflessiva. Ogni opera diventa parte di una conversazione più ampia, un tessuto complesso di storie, memorie e visioni future.

“Mondi Presenti” propone un’interpretazione ampliata della rappresentanza nazionale, estendendola a una dimensione panafricana e transnazionale. In un contesto globale segnato da tensioni nazionaliste, il Padiglione della Repubblica di Sierra Leone offre uno spazio di collaborazione e integrazione culturale, accogliendo artisti provenienti da Nigeria, Togo, Senegal, Benin e altri Paesi, insieme a voci italiane e messicane, in un dialogo armonico e complesso.

La mostra riflette una visione di Arte Etica, in cui responsabilità sociale, innovazione culturale e ricerca estetica si intrecciano. Il padiglione non si limita a esporre opere: presenta processi creativi vivi, pratiche comunitarie e interventi artistici che trasformano l’esposizione in una vera e propria “Assemblea Costituente Visiva”, dove le esperienze individuali si confrontano con una prospettiva collettiva, contribuendo alla creazione di nuove forme di partecipazione e percezione nell’arte contemporanea africana.

Visitare il Padiglione della Repubblica di Sierra Leone significa immergersi in un’esperienza in cui arte, memoria e innovazione sociale si fondono, offrendo una lettura profonda dell’Africa occidentale come laboratorio culturale e artistico. “Mondi Presenti” celebra il potere dell’arte di rigenerare, stimolare il pensiero critico e promuovere un futuro condiviso, inclusivo e sostenibile.

CURATORS

Sandro Orlandi Stagl

SANDRO ORLANDI STAGL

Sandro Orlandi (Longarone, 1943) è un architetto, curatore e direttore artistico attivo a livello internazionale nell’ambito dell’arte contemporanea, dopo una lunga carriera seguita ai suoi studi al Politecnico di Milano.
Ha curato importanti mostre e progetti, tra cui la Biennale Italia–Cina, collaborando con artisti come Ai Weiwei e Michelangelo Pistoletto, e padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia.

Mondi Presenti

Il progetto espositivo del Padiglione della Sierra Leone è stato impostato pensandolo come un luogo di incontro e di ascolto. Non è solo una mostra, ma uno spazio in cui fermarsi a pensare a chi siamo, da dove veniamo e a come viviamo il contemporaneo.

Mondi Presenti è un titolo che suona come una promessa. Ci dice che il presente non è uno solo, fermo e uguale per tutti, ma è fatto di tanti sguardi, tante storie, tante vite che si intrecciano. È qualcosa di vivo, che cambia continuamente. Viene in mente il pensiero di Hannah Arendt: il mondo esiste davvero quando è condiviso, quando passa tra le persone, quando diventa relazione.

Oggi viviamo in un tempo in cui tutto si muove: le persone, le idee, le immagini. Eppure, insieme a questa apertura, restano differenze e disuguaglianze. In questo scenario, gli artisti della mostra (africani e internazionali) non raccontano semplicemente il mondo: lo abitano, lo trasformano, lo rendono visibile attraverso le loro opere.

La scelta curatoriale ha preso questa direzione: non chiudersi entro confini rigidi, ma aprirsi, dialogare. In un’epoca in cui molti alzano muri, questo gesto ha un valore forte. Ricorda ciò che scrive Kwame Anthony Appiah: le identità non sono gabbie, ma percorsi che si costruiscono insieme agli altri.

Questa visione si riflette anche nella presenza di artisti provenienti da diversi paesi dell’Africa occidentale, nel legame con realtà come l’ECOWAS (Comunità Economica dei paesi dell’Africa Occidentale) e al coinvolgimento di artisti internazionali; il padiglione diventa un luogo che supera i confini, un ponte tra esperienze diverse.

Anche la visione generale di Koyo Kouoh, con cui si è cercata un’affinità curatoriale, parla di apertura: una mostra può essere come una porta che si spalanca, un passaggio verso nuovi modi di capire e di sentire. Non insegna dall’alto, ma invita a entrare, a partecipare.

Le opere in mostra mescolano linguaggi e materiali: passato e presente, memoria e immaginazione. Le identità che emergono non sono fisse, ma cambiano, si trasformano, respirano insieme.

Il dialogo tra gli artisti non cerca una sola risposta. È fatto di differenze, anche di contrasti, ma proprio da questa tensione nascono nuove idee. L’arte diventa così una rete di relazioni, un modo per pensare insieme.

La mostra invita a guardare il presente con attenzione. Qui e ora non è mai semplice: il passato continua a vivere dentro di noi, e il futuro già ci sfiora, cambiando ciò che siamo.

I temi sono molti: l’identità della donna in un continente in grande trasformazione economica e culturale, il rapporto con la natura e con l’ambiente che subisce i cambiamenti climatici, la fantascienza futurista che immagina un mondo migliore, le identità perdute e le tradizioni arcane che si trasformano in visioni contemporanee, le forme concettuali che fluttuano fra opere e installazioni. La memoria non è qualcosa di fermo, ma qualcosa che agisce. E l’immaginazione diventa uno strumento per creare nuove possibilità.

Attraverso installazioni, dipinti, disegni, sculture e video, la mostra costruisce un percorso visivo ricco e vario. Le opere mettono in contatto fra loro realtà diverse, spingendo a riflettere sulle complessità del presente.

Agendo con questa visione, lo spazio in cui gli artisti si muovono non li induce solo a creare interesse per il proprio lavoro, ma trasforma il dialogo ponendo il focus su nuovi modi di esprimersi e nuovi temi di confronto con il pubblico, offrendo uno sguardo più incisivo e stimolante sul mondo di oggi.

Il percorso invita così il visitatore a fermarsi, osservare con accuratezza e costruire una propria interpretazione di ciò che vede. Entrare nelle corde dell’esposizione richiede tempo, come ricordava John Berger: guardare davvero non è mai immediato.

Le opere scelte non danno risposte immediate e tanto meno semplici: anzi aprono domande, lasciano spazio al pensiero di chi guarda.

Non è un caso che la mostra sia ospitata nel Liceo Artistico Guggenheim perché qui, tra studenti provenienti da contesti diversi, l’arte non è soltanto oggetto di osservazione, ma pratica quotidiana. La scuola si configura così come un laboratorio attivo, in cui generazioni e culture si incontrano. Un luogo in cui arte ed educazione si intrecciano, dando forma a nuove modalità di conoscenza, relazione e scambio.

Sandro Orlandi Stagl

WILLY MONTINI

Willy Montini (Genova, 1965) è un curatore e consulente di arte moderna e contemporanea, attivo tra mostre, progetti internazionali e comunicazione culturale. Nel corso degli anni ha collaborato con istituzioni, collezioni e con La Biennale di Venezia, fondando a Genova gli spazi espositivi STUPENDO e WILLY MONTINI ARTE.

Willy Montini

Mondi Presenti

Il Padiglione nazionale della Repubblica di Sierra Leone offre un progetto artistico a più voci che si è deciso di intitolare “Mondi Presenti”. Questo è un titolo che si legge, ovviamente, in declinazione plurale e attuale, ma che si intende singolare e proiettato nel futuro. Singolare perché, nella singola espressione creativa di ogni artista, c’è lo specchio in cui si vorrà e potrà riconoscere ogni partecipante, poiché i visitatori di questo Padiglione, come di tutta questa Biennale — ce lo ha chiesto Koyo Kouoh — dovranno essere partecipanti attivi. E poi proiettato al futuro, perché il presente — anche questo adesso durante il quale scrivo — nel mondo che stiamo vivendo deve essere inteso, come in pochi altri momenti nella storia recente, come un frammento di possibile futuro. L’impegno e la sensibilità degli artisti sierraleonesi e di quelli internazionali è quello di trasformare il proprio mondo presente in un progetto corale, in un canto, un inno dissonante per linguaggi e forme, accordato sulla sintonia comune dell’etica e del rispetto: il singolo che si fa plurale, il presente come piattaforma di sperimentazione del futuro. In un’epoca — la nostra — segnata da nuove forme di disuguaglianza, da paure diffuse e da una crescente difficoltà a immaginare il futuro, la lezione di Zygmunt Bauman, per il quale comprendere la realtà non è mai un esercizio neutrale, ma implica sempre una presa di posizione rispetto al suo possibile cambiamento, assume un valore di attualità ficcante e propositiva. Ed ecco, allora, gli artisti della Sierra Leone, giovane repubblica fortemente tesa alla crescita e all’innovazione, proporsi in dialogo con quegli artisti internazionali che colgono il significato dell’invito all’ascolto, al confronto, alla contaminazione libera da pregiudizi. Scriveva Marcel Proust che “grazie all’arte, anziché vedere un solo mondo, il nostro, lo vediamo moltiplicarsi, e quanti sono gli artisti originali, altrettanti mondi abbiamo a disposizione, più diversi gli uni dagli altri di quelli che ruotano nell’infinito”. È proprio pensando al lascito progettuale di Koyo Kouoh, che ha parlato di un ruolo primario dell’arte nella società — un ruolo emotivo, visivo, sensoriale, affettivo e soggettivo — che invitiamo a percorrere gli spazi, aperti e ariosi, del chiostro del Liceo Artistico Guggenheim, lasciandosi accompagnare dalle installazioni di artisti così diversi. Se Kouoh ha sognato una Biennale armonica come una sinfonia — andante e allegro, su e giù — allora noi speriamo in un padiglione che sia vivibile e godibile come una strada affollata di giovani festanti, una strada di Freetown alla fine d’aprile, colorata e rumorosa di risate e chiacchiericcio, come una calle o un campiello veneziano durante il carnevale. Sempre Marcel Proust ha scritto, in forma quasi perfetta di aforisma: il mondo non è stato creato una sola volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale. E, forse, il mondo si ricrea — chissà se è lecito sperarlo — ogni volta che qualcuno incontra, nel rispetto che è dovuto, un’opera d’arte che lo attrae e lo emoziona. E se è vero, come è vero, che la vita è movimento, più di ogni altra cosa, allora speriamo — e sappiamo — che sarà l’arte, e non altro che l’arte, a muovere ciascuno di noi verso l’altro. Suoni leggeri, vibrazioni minori, emozioni sottili e condivisibili saranno il carburante, l’energia vitale che l’arte dovrà e saprà infondere negli abitanti, tutti, dei mondi presenti, che sono già quelli futuri.

Willy Montini

S. E. Julius Maada Bio

S.E. Julius Maada Bio

Presidente della Repubblica della Sierra Leone

La Sierra Leone è una nazione definita dalla sua resilienza, dalla sua cultura vibrante e da un impegno incrollabile per lo sviluppo sostenibile. Nel presentare il nostro patrimonio e il nostro potenziale industriale su questo palcoscenico internazionale, invitiamo il mondo a testimoniare la trasformazione della nostra ‘Terra dei Diamanti’ in una terra di opportunità diversificate. Questo catalogo rappresenta una testimonianza della nostra politica di apertura all’innovazione e del nostro impegno nel promuovere partenariati globali che generano prosperità reciproca. Siamo orgogliosi di condividere il nostro percorso con i nostri amici italiani e con la comunità globale.

S.E. Dott.ssa Fatima Maada Bio

First Lady della Repubblica della Sierra Leone,
Presidente di African First Ladies for Development (OAFLAD)
Commissario

La nostra partecipazione a questa esposizione è molto più di una semplice presentazione di risorse; è una celebrazione dello spirito umano e del potere creativo del popolo della Sierra Leone. Attraverso l’Ufficio della First Lady, abbiamo promosso l’emancipazione di donne e giovani come pilastro fondamentale del progresso nazionale. Questo catalogo mette in luce la sinergia tra i nostri valori tradizionali e le nostre aspirazioni moderne. Vi presentiamo la bellezza, l’artigianato e il cuore pulsante della Sierra Leone, invitandovi a un dialogo tra cultura e commercio che supera ogni confine.

S. E. Dott.ssa Fatima Maada Bio
Dott. Tony Morgan

Dott. Tony Morgan

Responsabile Strategia e Comunicazione, State House, Sierra Leone
Amministratore Delegato, 10X Consulting

La strategia è il ponte tra visione e realtà. Nel mio ruolo presso la State House, coordinare la presenza della Sierra Leone in questo contesto ha rappresentato la missione di creare un’esperienza capace di esprimere la sofisticazione delle nostre attuali infrastrutture commerciali e l’audacia delle nostre iniziative future — dal Green Skyway all’espansione dei nostri hub logistici. Questo catalogo fornisce una roadmap tecnica e visionaria della direzione che stiamo intraprendendo. Abbiamo progettato meticolosamente la nostra presentazione per garantire che ogni investitore e visitatore comprenda che la Sierra Leone non è soltanto pronta per il futuro: lo sta costruendo.

S.A.S. Principe Kevin Nyerere

Presidente Onorario,
AMAA / Business Associate

La forza di un continente risiede nell’unità dei suoi obiettivi e nella disciplina del suo popolo. Sia attraverso la promozione dello sport e delle arti marziali sia tramite la facilitazione del commercio intercontinentale, il nostro obiettivo rimane lo stesso: elevare l’identità africana sulla scena globale. È un onore contribuire a questo catalogo, che riflette uno sforzo collaborativo volto a portare il potenziale unico della Sierra Leone in primo piano nel mercato europeo. Proseguiamo con uno spirito di eccellenza e un impegno verso l’integrazione regionale.

S. A. S. Principe Kevin Nyerere