• Sestiere Dorsoduro, 2613 - 30123 Venezia
  • 9 May - 22 November 2026

Gli Artisti

REPUBBLICA DI SIERRA LEONE

HAWA-JANE BANGURA

Nata nel 1988 nella Repubblica di Sierra Leone, vive e lavora a Freetown come artista visiva multidisciplinare.
Dopo una carriera nel campo del diritto e del settore aziendale, nel 2013 ha co-fondato il collettivo The Barray, promuovendo attività di formazione e mentoring tra artisti locali.
La sua ricerca visiva è caratterizzata da colori vivaci e da forti figure femminili, che mettono in discussione le rappresentazioni tradizionali ed esplorano le identità africane precoloniali.
Il suo lavoro mira a trasmettere conoscenza e consapevolezza, favorendo la trasformazione culturale attraverso il dialogo tra l’arte e lo spettatore.

Hawa-Jane Bangura
Ayesha Feisal

AYESHA FEISAL

Nata a Londra da genitori sierraleonesi, è di nazionalità britannica e sierraleonese. Sviluppa una pratica multidisciplinare influenzata dallo studio del comportamento umano, della percezione e dai movimenti dell’Espressionismo e del Futurismo.
La sua ricerca esplora la dimensione femminile e i processi di trasformazione interiore, indagando la relazione tra corpo, natura e spiritualità.
Nel 2015 è stata membro co-fondatore del collettivo Black British Female Artist, per dare visibilità alle artiste nere della diaspora e promuovere nuove narrazioni culturali.
Il suo lavoro è stato presentato in contesti internazionali come la fiera 1:54 Contemporary African Art Fair, la Biennale di Dakar e la Tate di Londra.

HICKMATU BINTU LEIGH

Nata nel 1988 nella Repubblica di Sierra Leone, vive e lavora a Freetown, dove ha scoperto la fotografia e sviluppato una pratica visiva multidisciplinare.
Superando stereotipi in un settore prevalentemente maschile, la sua ricerca narrativa l’ha portata a collaborare con UNICEF, UNAIDS, OMS e King’s College London, oltre a ricoprire il ruolo di artista in residenza presso Purposeful. Ha ricevuto il premio UN Foundation SDG Vanguard Award per la sua determinazione e resilienza.
Oggi integra fotografia, video e salute pubblica, concentrandosi su donne e bambini, in un percorso di trasformazione culturale e sociale.

Hickmatu Bintu Leigh
Abu Bakarr Mansaray

ABU BAKARR MANSARAY

Nato nella Repubblica di Sierra Leone nel 1970, sviluppa un percorso da autodidatta segnato dalle condizioni sociali e dalla guerra civile nel suo Paese.
La sua ricerca si concentra sulla costruzione di macchine speculative e su disegni tecnici immaginari, che combinano la scienza e l’ingegneria a una visione fantastica.
Attraverso sculture e diagrammi, esplora il potere trasformativo dell’invenzione, traducendo memoria, conflitto e immaginazione in dispositivi simbolici.

INTERNATIONAL

ITALY

EROS BONAMINI

Eros Bonamini avviò la sua ricerca nei primi anni Settanta, sviluppando un linguaggio incentrato su tempo, spazio e memoria attraverso campi monocromi e interventi segnici.
Negli anni Settanta e Ottanta realizzò cicli e cronotopografie, sequenze di segni elementari che traducono visivamente il passaggio del tempo.
Tra gli anni Novanta e Duemila ampliò la sua ricerca con nuovi materiali, mantenendo centrale il rapporto tra materia, gesto e tempo.

Eros Bonamini
Piergiorgio Colombara

PIERGIORGIO COLOMBARA

Nato a Genova, ha studiato al Politecnico di Milano e a Genova, laureandosi in Architettura nel 1974. Già negli anni Settanta avviò cicli come Spartiture e Cosmagonie, incentrati su spazio, tempo, memoria e silenzio.
Dal 1984 si dedicò alla scultura, sviluppando cicli come Sculture senza suono e Urne, esposti in importanti sedi internazionali e presentati più volte alla Biennale di Venezia.
La sua ricerca è caratterizzata da un rigoroso impianto poetico e concettuale, in cui materia, memoria e percezione interagiscono all’interno della dimensione simbolica dell’arte contemporanea.

 JACOPO DI CERA

Nato a Milano nel 1981, dopo un’esperienza nel campo della comunicazione si dedica alla fotografia, formandosi con fotografi internazionali e ottenendo nel 2010 il riconoscimento di National Geographic.
Nel 2016 definisce il concetto di “Fotomaterismo” e lancia il progetto Fino alla Fine del Mare, incentrato sulle migrazioni e sulle imbarcazioni di Lampedusa, esposto in musei e fiere d’arte internazionali.
Negli anni successivi sviluppa progetti fotografici e sperimentali tra cui Il Rumore dell’Assenza, MiRo e Sospesi, ampliando la sua ricerca tra paesaggio, società e nuove tecnologie.
Dal 2020 lavora nell’arte digitale, con progetti presentati in Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, partecipando a importanti fiere ed esposizioni istituzionali come la Dubai Art Fair e Milano Cortina 2026.

Jacopo Di Cera
Fernando Garbellotto

FERNANDO GARBELLOTTO

Nato a Portogruaro nel 1955, dopo gli studi in giurisprudenza, avvia negli anni Ottanta il ciclo Emergenze, seguito da Sospensioni, opere in cui geometria e luce assumono una valenza metafisica.
Negli anni Novanta sviluppa i Frattali, influenzati da Mandelbrot, consolidando la sua presenza nelle gallerie italiane. Nel 1997 fonda il movimento Caos Italiano e partecipa a esposizioni in Italia e all’estero, con opere acquisite da musei.
Dal 2009 esplora installazioni video e lavori site-specific, presentati anche a La Biennale di Venezia e alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La sua ricerca indaga la struttura del visibile, intrecciando pittura, geometria, luce e tecnologia in dialogo con i linguaggi contemporanei.

GIANFRANCO GENTILE

Nato a Verona nel 1949, ha studiato a Firenze, dove si è laureato in Architettura nel 1973, affiancando agli studi l’attività musicale.
Negli anni Settanta si è dedicato alla ricerca sperimentale nella musica elettronica, nella performance e nella scrittura, partecipando al gruppo “Nuova Musica”.
Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta ha lavorato tra Roma e Verona, sviluppando progetti musicali e fondando il gruppo “Foreing Office”.
Dalla metà degli anni Novanta si è rivolto alle arti visive, sviluppando un linguaggio che integra tecniche digitali e materiali diversi in una pratica sperimentale.

Gianfranco Gentile
Margherita Levo Rosenberg

MARGHERITA LEVO ROSENBERG

Si dedica alla pittura fin dall’adolescenza e negli anni Novanta fonda il gruppo Pandeia, promuovendo la libertà espressiva tra gli artisti.
Dal 1995 al 2014 è stata Direttrice Artistica del Museattivo Claudio Costa a Genova e tutor di Arteterapia presso l’Accademia di Brera.
La sua ricerca trasforma materiali quotidiani e di recupero in installazioni e performance simboliche, affrontando temi come identità, solidarietà e percezione.
Le sue opere, esposte in Italia e all’estero, invitano lo spettatore a un dialogo tra forma, significato e senso di appartenenza.
Vive e lavora tra Ponti (AL), Genova e Tel Aviv.

ALBERTO SALVETTI

Nato a Vicenza nel 1974, si è formato in scultura e pittura tra Madrid e Venezia, entrando in contatto con artisti come Nicolas Garcia Uriburu.
La sua ricerca esplora il rapporto tra natura, ambiente e territorio, attraverso installazioni pubbliche e performance legate al mondo animale e a tematiche sociali.
Ha partecipato alla Biennale di Venezia e collabora a progetti inclusivi e laboratori artistici per persone con disabilità.
Vive e lavora a Debba, in provincia di Vicenza.

Alberto Salvetti

MEXICO

Armando Amaya Romero

ARMANDO AMAYA ROMERO

Nato a Città del Messico, è un artista visivo con oltre quattro decenni di attività professionale e una presenza internazionale.
Ha studiato scultura presso la Escuela Nacional “La Esmeralda”, dove in seguito ha insegnato scultura, pittura e storia dell’arte.
La sua opera si confronta in modo critico con la storia dell’arte occidentale e con la cultura visiva latinoamericana, esplorando temi come il potere, la fede, la memoria e l’ironia.
Attraverso pittura e scultura, crea immagini simboliche e precise che mettono in discussione le narrazioni storiche e i sistemi contemporanei di rappresentazione.

ECOWAS

SENEGAL

SEYNI AWA CAMARA

Nata a Bignona, in Senegal, nel 1945, sviluppa dagli anni Sessanta una pratica scultorea in terracotta appresa dal nonno, noto artista della regione della Casamance.
La sua produzione si è sviluppata in un contesto segnato dai conflitti nella regione, che l’ha portata a nascondere a lungo le sue grandi sculture, esponendo solo opere di piccole dimensioni nel mercato locale.
Dopo la partecipazione a Magiciens de la terre al Centre Pompidou nel 1989, ottiene riconoscimento internazionale, anche grazie all’interesse di Louise Bourgeois per il suo lavoro.
Le sue opere in terracotta sono diventate una delle espressioni più significative della scultura contemporanea senegalese.

Seyni Awa Camara

TOGO

Abdoul Ganiou Dermani

ABDOUL GANIOU DERMANI

Nato ad Agou-Nyogbo (Togo) nel 1973, vive a Stoccarda e sviluppa una pratica multidisciplinare che spazia tra pittura, fotografia, video e tecniche di mixed media, con un’attenzione particolare alle identità africane in relazione ai contesti globali.
La sua attività espositiva è fortemente internazionale e lo ha portato a partecipare a biennali e mostre in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, tra cui Venezia, L’Avana e la Asian Art Biennale.
Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose mostre personali e collettive, con opere presenti in collezioni istituzionali e museali come l’Osten Museum of Drawing di Skopje.
Ha ricevuto diversi premi internazionali, tra cui il Leonardo Da Vinci International Prize e riconoscimenti in festival e biennali, consolidando la sua presenza sulla scena artistica globale.

BENIN

ELOY D. O. LOKOSSOU

Nato in Benin, è artista e maestro della scuola scultorea di Cové, specializzato nella realizzazione di maschere Gélédé secondo la tradizione familiare.
Custode delle tecniche e dell’estetica tradizionale yoruba, interpreta motivi mitologici come uccelli, serpenti e camaleonti, rinnovando al contempo il linguaggio della scultura Gélédé.
Accanto alla produzione rituale, realizza opere originali e firmate, segnando un’evoluzione contemporanea della tradizione.
Le sue opere sono oggi incluse in importanti collezioni di arte africana e contemporanea.

Eloy Lokossou

NIGERIA

Móyòsóré Martins

YÒSÓRÉ MARTINS

Nato a Lagos e attivo tra Nigeria e New York, ha sviluppato una pratica da autodidatta che intreccia la tradizione yoruba con il linguaggio contemporaneo.
La sua ricerca combina figurazione e astrazione in composizioni stratificate, ricche di segni, materiali e simboli legati a identità, memoria e spiritualità.
Attraverso pittura e scultura, crea superfici “grezze” e dinamiche, in cui materia e gesto costruiscono narrazioni visive dense e stimolanti.